Psicoterapeuta • Coach • Formatore

ATTENTATO DI TUNISI! MISSIONE E.M.D.R.: BREVE DIARIO DI BORDO!

Partiti per Tunisi dopo l’attentato, su contatto dell’Associazione E.M.D.R. Italia ci siamo trovati in 6 psicoterapeuti E.M.D.R. (io, Phil, Manon, Irene, Renato, Anselmo, Marina) a dare la propria disponibilità per lavorare in lingua francese e inglese per il supporto delle persone colpite e dei famigliari delle vittime. Siamo giunti in momenti diversi in loco: dopo un briefing iniziale con il personale della MSC Crociere, che ha istituito sul posto una unità di crisi, la situazione si è subito presentata in maniera piuttosto caotica: feriti e sopravvissuti all’attentato, sparsi in vari ospedali di Tunisi; famigliari traumatizzati al loro fianco e negli hotel; morti in attesa di riconoscimento all’obitorio; famigliari in arrivo dal paese d’origine per visitare il luogo dell’attentato dove hanno perso la vita i loro cari o per raggiungere i feriti o riconoscere le salme. Inoltre personale dei consolati dei turisti coinvolti (francesi, spagnoli, italiani, giapponesi, sudafricani, belgi, ecc.) giornalisti ed equipe televisive, personale di Stato del Ministero del Turismo. Ovunque, un andirivieni di famigliari e di feriti. Il nostro gruppo di psicologi si è così diviso in maniera da portare assistenza e supporto nelle diverse situazioni: prima di tutto era necessario creare la condizione “minima” per un rapporto con le persone coinvolte presentandoci sul posto, facendo conoscere la nostra disponibilità e la possibilità di essere di supporto nel loro trauma diretto o vicario. Superate le prime resistenze del caso, siamo riusciti ad effettuare, alcuni trattamenti d’urgenza in E.M.D.R. con i feriti sul loro letto d’ospedale; briefing coi famigliari e debriefing col personale della compagnia navale, tutto in maniera piuttosto destrutturata: si agiva nei corridoi degli ospedali, nelle hall degli hotel, durante le visite d’accompagnamento dei famigliari al Museo e all’obitorio per il riconoscimento delle salme. Abbiamo dovuto gestire ed adattarci a situazioni particolari (gente che andava e che veniva, continue interruzioni, chiasso tutt’intorno, reazioni emotive, giornalisti invadenti, ecc.). Sono emerse le storie più emblematiche di una crociera: per alcune coppie era il primo viaggio della loro vita arrivati alla pensione; per altri il regalo di compleanno alla persona amata; per alcuni la fuga d’amore lontano da tutti; per alcune famiglie il sogno di una vacanza ambita da una vita. Persone che invece hanno trovato la morte nell’attentato o sono rimaste ferite, mentre i sopravvissuti ci raccontavano come avevano fatto a rimanere salvi: scappando, correndo via, coprendo e facendo da barriera ai figli nella confusione, dovendo addirittura scegliere chi proteggere, se il figlio o la moglie, se l’amico o la compagna, per poi vivere nel senso di colpa di averli visti morire sotto i propri occhi o non aver potuto fare nulla per difenderli. Terrore, incredulità, frustrazione, sgomento e tanta amarezza è rimasta nelle persone sopravvissute. Come tutti i traumi, gli atti terroristici, le violenze subite, lasciano alle spalle shock, lutti da dover elaborare e superare, per poter tornare di nuovo alla “vita normale”. Il supporto psicoterapeutico diventava indispensabile in queste circostanze: aiutare, orientare e supportare feriti e famigliari prima del loro rientro a casa. Abbiamo così avviato terapie e consigliato come farsi aiutare al rientro nel proprio Paese, riuscendo a dare il nostro contributo per proteggere le persone dallo stress del dramma vissuto attraverso l’elaborazione delle fasi più acute del trauma subito. A volte una psicoterapia è molto più di una semplice cura, permette di ritrovare l’amor proprio e per la vita, proprio quando tutto può sembrare perduto.

 

Steve Benedettini

Psicoterapeuta

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