Psicoterapeuta • Coach • Formatore

NO ALIBI! NO SCUSE! NO LIMITS!

Quante volte usiamo delle scuse dietro le quali giustificarci? Quanti alibi ognuno di noi ha spesso utilizzato per non apparire sbagliato? Alibi e scuse permettono di giustificare i propri fallimenti e mascherare le cose che non riusciremo a fare.

Ogni volta che troviamo un ostacolo che non ci fa arrivare alle mete prefissate, cioè modi di fare o modi di essere inappropriati, invece di riconoscere agli altri la nostra responsabilità, può essere più facile incolpare il mondo.

Qualcun altro sarà la causa, il colpevole che non  ci ha fatto ottenere ciò che desideriamo e che ci permette di apparire perfetti. Se le buone intenzioni non vengono seguite da altrettante buone azioni, non ci saranno alibi e giustificazioni che tengano.

Le buone intenzioni non sono infatti sufficienti, bisogna mettersi in gioco, e rendersi conto che le circostanze siamo noi a crearle, siamo noi a determinare le situazioni, siamo noi ad essere causativi in questo mondo, a meno che non desideriamo evitare di assumerci qualsiasi responsabilità e, facendo le vittime, continuiamo a mentire e a credere che sia il mondo a determinare gli eventi.

Sia il fare nulla o il farlo in maniera sbagliata può essere un modo di agire ma il non mettersi in gioco, può lasciar vincere solo la nostra permalosità, il nostro orgoglio, la nostra suscettibilità, solo per non ammettere agli altri l’inadeguatezza ed i nostri errori.

Ad ognuno piace poco sentirsi sbagliati, perché quando sottolineano i tuoi sbagli, non ti piace, si viene posti di fronte ai propri punti fragili. Il punto di partenza della causatività degli eventi, è invece, ammettere le proprie difficoltà, accettare la verità e rendersi conto che, davanti agli impedimenti e alle avversità della vita, noi non siamo sempre perfetti. Tuttavia se non lo riconosciamo, sarà inutile incolpare il mondo esterno, ma non solo, non riusciremo né a maturare, né a crescere con una sana e consapevole dichiarazione di onestà. È vero, a volte dovremmo dire: “non ci riesco, non mi sento idoneo, faccio fatica, ho sempre pensato di cambiare una certa cosa, ma non l’ho ancora fatto”.

Mettersi in discussione, significa prima di tutto, in maniera sincera, ammettere a se stessi: “ho sbagliato”, poi dopo puoi parlare sinceramente anche con gli altri. Il punto di partenza per eliminare gli alibi che fino ad oggi abbiamo utilizzato, è quello di dire la verità; questo processo potrebbe comportare inizialmente vivere uno stato di disagio, di vergogna, o sentirsi giudicati e non sentirsi all’altezza delle situazioni.

La paura del giudizio degli altri potrebbe fare novanta al punto tale da inibirci, perché la paura di essere sotto l’occhio del ciclone e di subire critiche da parte degli altri può bloccare le persone.

Proviamo a metterci in discussione più spesso e ad eliminare gli alibi, dipende da noi se le cose accadono. È troppo facile generalizzare e trovare sempre colpevoli.

 

Steve Benedettini Psicologo/coach

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