Psicoterapeuta • Coach • Formatore

Figli dittatori e famiglie iperprotettive

Capita sempre più spesso che nel costruire una famiglia, quando un uomo e una donna si sposano e mettono al mondo i loro figli, cominciano a dare loro tutto quello che hanno, ma specialmente quello che non hanno avuto essi stessi da bambini. Grazie al benessere, ed al troppo amare, la prole cresce nella più ampia disponibilità genitoriale, nella libertà e nella autonomia decisionale prematura, anche quando non sono spesso in grado di esercitarla. Si Aspettano di avere sempre tutto, come se ciò fosse dovuto scontato; cominciano a dare ordini in famiglia; assumono degli atteggiamenti presuntuosi, di arroganza, come se loro fossero i padroni, i comandanti. Ti ritrovi a un certo punto che tuo figlio tanto piccolo, buono e tenero, è stato così bravo a crescere autonomamente, che oggi nemmeno tu riesci più a gestirlo, a domarlo e a fargli assumere le responsabilità ed il rispetto della vita. Ad un certo punto certi genitori cominciano a lamentarsi che il figlio non studia, non lavora, ha vent’anni, chiede soldi, vuole questo, vuole quello e se non vengono soddisfatte le sue “pretese”, si arrabbia, diventa violento. I genitori nel frattempo si sentono più fragili e impotenti, non sanno più che cosa fare. “ Mio figlio passa le ore a dormire dalla mattina la sera, oppure di fronte alla televisione; ogni suo desiderio è un ordine e se non li soddisfa il padre, lo fà la madre, se non lo fa la madre lo fanno i nonni! È sempre in giro!”. Gli atteggiamenti che assumono diventano arroganti, difficoltosi, aggressivi per cui i genitori cominciano a impaurirsi sempre di più. Praticamente! che cosa ci siamo ritrovati in casa? Un bellissimo figlio viziato, cresciuto in una famiglia iper protettiva, che gli ha dato tutte le libertà che voleva. Genitori troppo buoni,assenti e superficiali che avrebbero dovuto intervenire fin da bambini con una maggiore disciplina nei suoi confronti; non glie l’hanno trasmessa né l’hanno esercitata. Stiamo parlando di figli a cui è stato concesso troppa libertà di atteggiamenti, troppe comodità, troppe generosità e pochissima educazione in termini meritocratici: figli che si ammalano di mammismo; Diventano grandi e pur essendo “adulti” come età, sono immaturi, irresponsabili, incapaci di decidere, dubbiosi, insicuri e affrontano le situazioni soltanto con aggressività, presunzione, arroganza oppure si rintanano nella loro stanza di introversione e viaggi in internet.   Diventano inibiti nei rapporti sociali, vivono per l’apparire, l’estetica, ma sono pieni di disagi interiori. Le loro relazioni con i coetanei sono a volte così difficoltose e complicate, che per sentirsi vivi devono esagerare.. Sembra cioè, che tutto il voler bene che noi gli abbiamo dato, alla fine non è servito a gran che. E’ allora che ci si rende conto di ciò che è mancato: “quella sana sculacciata da piccoli”, quelle sane rinunce, quei sani rimproveri; Avrebbero dovuto essere maggiormente disciplinati; avrebbero dovuto cioè vivere in un’altra famiglia, perché è proprio il sistema familiare che abbiamo creato ha contribuito a farli diventare così. A quel punto non possiamo prendercela più solo con le istituzioni, le cattive compagnie che li hanno avvicinati e che gli hanno proposto tentazioni alle quali si sono lasciati andare come la droga o quanto altro; ma dovremo fare i conti la nostra responsabilità di genitori che hanno mantenuto dei bambini, bambini che appena sono usciti nel mondo si sono trovati subito così, presi, coinvolti, nel volano dello show-out senza difese che li mettesse nella condizione di essere in grado di vivere la vita e di diventare, maturi, e consapevoli dell’esistenza d’oggi. A quel punto cominceremo a spingere perché nostro figlio vada da uno psicologo, cominci a diventare quello che non è mai stato fino a ieri; allora vedrete il genitore che va dal terapeuta e dice esattamente come vuole che suo figlio diventi perché così non gli va bene, perché così non si comporta adeguatamente, perché non fa quello che dovrebbe essere… E scoprirete che al figlio, di tutto questo, non gli interessa e non ascolterà i desideri dei suoi genitori perché ormai lui pensa, lui ragiona, lui si è costruito le sue autodifese, lui si è costruito la sua visione della vita. Quindi il genitore potrà poco, non ha più potere su di lui, ma può diventare suo schiavo, invertendosi i ruoli. Cominciano a comandare i figli, ogni loro desiderio è un ordine, ed il genitore che si sente in colpa lo asseconda, perché si è reso conto che con il mammismo ha creato figli arroganti e presuntuosi, da una parte,ma molto fragili e deboli dall’altra.

STEVE BENEDETTINI
PSICOLOGO/PSICOTERAPEUTA
ALPHA CENTER

I commenti sono chiusi