Psicoterapeuta • Coach • Formatore

FATTORI STRESSOR? ECCO ALCUNI METODI PER GESTIRLI!

Innanzi tutto facciamo un elenco di tutti i nostri fattori stressor. Gli “stressor” sono stimoli esterni considerati dannosi o minacciosi per il nostro “star bene”: il traffico, il capo ufficio, il collega, gli orari, gli altri, la famiglia, la moglie, il marito, i figli, il lavoro, ecc.

Questo significa che, al di là dei normali stressor della quotidianità, il nostro elenco metterà a fuoco tutto ciò che noi riteniamo particolarmente stressante. Ad esempio: se qualcuno soffre l’aria condizionata, appena arriverà in un ambiente climatizzato, comincerà a pensare: “Io non sopporto l’aria condizionata! Che fastidio!” questo continuo pensiero, amplificherà l’effetto negativo del fattore stressor, al punto che la persona si sentirà ancor più a disagio. Se non sopportiamo di essere interrotti sul lavoro, ogni qualvolta qualcuno lo farà  con una telefonata, con una richiesta, pensando: “chi è che mi rompe le scatole!” aumenterà lo stress personale. E così vale per la famiglia: una mamma che chiede costantemente “cosa hai fatto? Dove sei andato? Cosa hai mangiato? Dove sei stato? Con chi? Perché? ecc.” sarà per noi un “fattore stressor” in quanto disturbante per la nostra libertà. Ma stiamo anche dicendo che lo stress viene favorito ed amplificato da cosa pensiamo in merito ai fattori condizionanti.

Cosa fare dunque per ridurre l’azione disturbante che i fattori stressor hanno su di noi?

1) Esercizi di bioenergetica: fare dei bei respiri lunghi e profondi, visualizzando il fattore stressor e soffiandolo fuori  da noi, come ci accadrebbe quando sospiriamo via un peso, pensando “Via da me!”. Attivando nuove dinamiche mentali e movimenti bioenergetici, possiamo ridurre particolari situazioni stressogene e migliorare il nostro atteggiamento alleggerendoci di alcuni pesi.

2) Tecniche di PNL (Programmazione Neuro Linguistica): per ridurre la carica stressogena, visualizziamo i nostri fattori stressor ad occhi aperti, riducendone la loro dimensione, rendendoli piuttosto piccoli; ad esempio provate a visualizzare il capo ufficio che vi stressa, inizialmente a dimensioni normali, ma poi facendo un’azione di zoom, cominciate a rimpicciolire, rimpicciolire, rimpicciolire l’immagine fino a farlo diventare come un piccolo Big Jim e se donna a dimensione di una Barbie. Facendo questo, a livello mentale la percezione di un fattore stressor esterno viene ridimensionato completamente anche a livello percettivo, riducendo così anche l’effetto negativo emotivo che ha su di noi.

3) Attività cognitiva: date una possibilità alla vostra mente di scegliere se quel fattore stressor possa avere un potere negativo sulla vostra persona e sul vostro stato d’animo oppure no! L’affermazione: “Fa niente! Passerà in fretta!” diventa particolarmente indispensabile in certe situazioni. Oppure pensare: la situazione ci può stressare, ma anche no! È altrettanto utile. Esercitatevi.

Steve Benedettini Psicologo/coach

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