Psicoterapeuta • Coach • Formatore

E TU DI QUALE PAURA SEI?

Martin Luther King diceva: “un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire, non c’era più nessuno!” Anche se, al giorno d’oggi, ognuno vive spesso di paure che non racconta e di cui non parla, ma che costituiscono lo stato di ansia latente con cui convive, cerchiamo di essere forti, sicuri e decisi.

Mostriamo spesso determinazione, coraggio, anche quando dentro di noi viviamo stati di insicurezza e paura che non amiamo riconoscere, ne mostrare, ma che quotidianamente accompagnano le nostre giornate. Ci buttiamo sul lavoro per tenere la mente impegnata e per non ascoltare il disagio interiore che ci attanaglia. È così che silenziosamente le nostre ansie condizionano la nostra vita,  le nostre scelte ed il nostro modo di  agire. Così, molte cose vanno avanti spinti di più dalla nostra paura interiore, che dal desiderio di fare.

Non tutti riescono ad affrontare la paura del dolore, dello stare male. Il proprio dolore personale ed il dolore può creare panico. Lo star male, il soffrire fisicamente può bloccare completamente la mente. Altri avranno grande difficoltà ad affrontare la paura del giudizio degli altri, la paura di sentirsi criticati e giudicati.

Attraverso il giudizio, si vive la paura delle brutte figure, cioè quelle che ti fanno sentire inadeguato, che ti  imbarazzano, che ti mettono di fronte alle tue debolezze; quelle che non ti aiutano ad essere il meglio di te.

Ma non sottovalutiamo la paura di essere rifiutati, quella cioè di non essere accettati dagli altri, quella di essere esclusi. Non sentirsi accettati può diventare particolarmente drammatico.

C’è poi paura del fallimento, cioè della paura di perdere ciò per cui abbiamo lottato: fallire nel matrimonio, nel lavoro, come genitori, ecc. sarebbe come morire, per qualcuno.

Ma si può anche arrivare ad avere paura di qualsiasi emozione negativa, cioè paura delle paure, per cui si fa di tutto per evitare di trovarsi in circostanze di questo genere, accettando qualsiasi tipo compromesso sociale, relazionale o con se stessi.

 

Arriviamo poi alla più grande paura che è quella di morire, anche se, scopriremo che in realtà molte persone “muoiono lentamente ogni giorno”, come diceva P. Neruda, rinunciando ad essere se stessi per la paura di vivere e cioè di affrontare la vita giorno per giorno. Ma se, affrontiamo le nostre paure, proprio come diceva Martin Luther King, con un pizzico di coraggio, le cose possono migliorare, anzi cambiare.

La vita è fatta di prove e sfide dove imparare a risolvere le insicurezze interiori e fare in maniera che queste vengano superate, acquistando nuove competenze personali. Soltanto superando tali paure, supereremo i nostri limiti personali e caratteriali. Evita la vigliaccheria! Affronta le tue paure! Smettila di scappare! Mettiti in gioco! Richiama in te il coraggio di vivere!

 

Steve Benedettini Psicologo/coach

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